marzo 6, 2016

Info Normative

Occorrono permessi e autorizzazioni particolari per installare un condizionatore d’aria o un climatizzatore in casa propria?

La risposta è no, almeno non sempre. Grazie alle recenti disposizioni di liberalizzazione dell’attività edilizia contenute nel Decreto Sblocca Italia, analizzate in dettaglio nell’ebook Le novità dello Sblocca Italia in edilizia, urbanistica e ambiente.
Nello specifico, l’installazione (o la sostituzione) di apparecchi per la climatizzazione e il condizionamento degli ambienti domestici rientra nelle attività di manutenzione ordinaria e pertanto non necessita di comunicazioni al Comune o altre autorizzazioni.
Questo vale, è bene ricordarlo ai nostri lettori, solo quando non esistano vincoli o disposizioni particolari fissate dal Comune per una certa area. Il caso classico è l’immobile in centro storico nell’eventualità che l’apparecchio disponga di un’unità esterna. In questi casi è sempre opportuno, prima di dare il via libera all’intervento, una ricognizione presso il locale ufficio tecnico comunale, per sincerarsi dell’esistenza o meno di procedure particolari in vigore.
In ogni caso, anche in presenza di tali disposizioni, spesso si tratta di semplici comunicazioni di inizio lavori che, però, devono essere asseverate da un tecnico abilitato e quindi presuppongono l’intervento di un professionista.
Altro caso in cui occorre fare attenzione prima di installare un condizionatore con unità esterna è l’esistenza di un vincolo paesaggistico. In questo caso si potrebbe rendere necessario anche il rilascio di un nullaosta da parte della Soprintendenza ai beni culturali.
Ultimo, ma non meno importante, non tutti i climatizzatori sono installabili in ambito domestico senza permessi. La potenza massima ammissibile è quella di 12 kW (pompe di calore aria aria di PTU nominale inferiore a 12 kW).

 


 

Caldaie e scaldabagni a gas

Importante sapere che la vita di una caldaia o uno scaldabagno a gas dipende oltre che da una installazione a regola d’arte, anche da come si utilizza. La temperatura dell’acqua sanitaria va impostata a circa 40/45 gradi in modo da avere una temperatura ideale senza dover miscelare con acqua fredda. Questo comporta un risparmio nei consumi e una vita maggiore dell’apparecchio, oltre a una minore manutenzione che porta un ulteriore risparmio.

Così vale anche per la temperatura dei termosifoni da regolare in base alla temperatura esterna, ma cercare per quanto possibile di non alzarla troppo, ci metterà un po di più a portare in temperatura l’ambiente, in compenso ci sarà un risparmio energetico/economico.